La collina: ambiente e risorse

Schematizzando, grossomodo si può dividere il territorio collinare in tre parti:

Fascia medio - bassa, coltivata a vite ancora oggi;

Fascia alta,  che aveva visto nel XIX sec e nei primi anni del secolo scorso, la coltivazione a vite, di cui si intuiscono ancora i segni, oggi trasformata a bosco;

 Zona mai coltivata, che si presenta con minore presenza di specie arboree ad alto fusto, le "Coste".

Nella prima fascia, quella coltivata, il suolo è preferibilmente sfruttato dalla vite nei dossi dei colli, le parti più soleggiate e più facili da lavorare con macchinari adatti a zone pianeggianti; nelle zone più ripide, o meno soleggiate, parecchie vigne sono state tagliate, lasciando spazio alla crescita di vegetazione spontanea. Abbondano qui i rovi e le piante infestanti, quali le acacie, utilizzate come legname da riscaldamento.

Nella fascia più alta, oltre alla sempre presente acacia, vi è abbondanza di castagni e querce. Del castagno si raccoglievano, nel passato, in modo intensivo i frutti, che erano parte dell'alimentazione invernale. Qualche esemplare di faggio, frassino e gruppi di betulle, si possono scoprire grazie alla diversa colorazione della corteccia.

 

 

Nelle coste la vegetazione cambia, lasciando spazio a specie di sottobosco e distese erbose. Nelle zone soleggiate, la quercia è più diffusa, mentre nella zona nord betulle e castagni abbondano. Si incontrano nel percorso gruppi di larici, messi a dimora dall'uomo, come pure boschetti di pino strombo. Le coste venivano sfruttate, al tempo dell'insediamento dei borghi collinari, quale pascolo per gli ovini; successivamente, con l'abbandono della dimora collinare, prosperò l'allevamento bovino, più adatto alla pianura e più redditizio. Tra le erbe abbondano graminacee, le felci, che posso raggiungere persino i due metri di altezza, l'erica (in dialetto detta stram), fiori quali le primule, le viole e, nelle zone più umide, il mughetto; cespugli di ginestra e mirtilli invece si trovano nelle parti più elevate. Molto ricercati, nelle coste e nella collina in genere, sono i funghi, specialmente il porcino e il porcinello rosso (gaulin). Le piante da frutto sono attualmente poco diffuse in collina: rimangono numerosi, nelle vigne a coltura non aziendale, i fichi, mentre sono quasi scomparsi i peschi. Qualche esemplare di ciliegio selvatico fa bella mostra di sé in primavera, quando fiorendo realizza bellissime macchie bianche nel verde dell'ambiente.

 

 

Procedendo in silenzio è facile osservare scoiattoli, topolini e numerose specie di uccelli.  Talvolta capita di osservare il volo di rapaci e di udirne i caratteristici richiami. Un'avvertenza è necessaria: sono stati molto numerosi gli incendi in zona collinare, anche se le conseguenze sono state meno gravi che in passato, grazie all'opera dei volontari AIB. Purtroppo il fuoco distrugge sistemi ecologici che per per riprendersi necessitano di parecchi anni e talvolta risultano danneggiati irreparabilmente.

Nelle vostre passeggiate fate attenzione a non accendere fuochi, che possono essere fonte di incendi, e convincete i vostri amici a fare altrettanto. La collina è un bene prezioso ed è un patrimonio anche tuo.