MUSEO STORICO ETNOGRAFICO DELLA BASSA VALSESIA ONLUS
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Presentazione libro "Piemonte nascosto"

 

 

Dalla nostrana Cantina dei Santi al vicino Supervulcano, passando per le ricchezze artistiche di Grignasco, Varallo e Quarona: Roberto Bamberga porterà il pubblico in un viaggio attraverso un Piemonte tutto da scoprire. L’autore presenterà infatti il suo libro “Piemonte nascosto” in una serata al Museo Storico Etnografico di Romagnano Sesia. L’appuntamento è per venerdì 7 settembre, alle 21. Il volume, corredato dalle fotografie di Augusto Bertini, contiene la descrizione di ben 55 punti di interesse presenti sul territorio piemontese. Chiese, palazzi, musei più o meno convenzionali, luoghi artistici e storici: per ognuno il libro riporta la storia e le peculiarità che lo rendono meritevole di una visita. Particolarità dell’opera è quella di non essere una semplice guida per chi volesse visitare il Piemonte in qualità di turista, ma di essere pensata anche per gli stessi piemontesi, per portarli a conoscere gli aspetti più curiosi e meno noti della loro regione. Per esempio, probabilmente non tutti sanno che in provincia di Cuneo c’è una chiesa definita la “cappella Sistina piemontese”, né che in provincia di Verbania è conservato il mantello nuziale di Maria Antonietta. Quello narrato in questo libro, come spiega la sinossi dell’opera stessa, «è un Piemonte policentrico, fatto di storia e di storie, di chiese romaniche e castelli medievali, d’arte e mestieri scomparsi, di capolavori architettonici nascosti e residenze nobiliari di straordinaria ricchezza decorativa, di musei curiosi e spesso irripetibili, perché espressione unica della storia e delle tradizioni di un territorio stratificato e delle comunità che per secoli l’hanno abitato».

 

Venerdì 7 settembre 2018, ore 21.00,

l'autore, Roberto Bamberga, presenta il libro "Piemonte nascosto.

55 luoghi da scoprire e vistare".

 

Se pensate di conoscere tutto del Piemonte rimarrete sorpresi dai segreti che questa regione nasconde. Un percorso che comprende ben 55 luoghi luoghi, tra cui non manca la nostrana Cantina dei Santi. Chiese romaniche, castelli medievali, musei curiosi sono espressione di una regione inattesa, variegata, preziosa che attende soltanto di essere scoperta.Un evento davvero imperdibile per conoscere meglio anche luoghi a pochi chilometri da casa nostra. 

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Resoconto evento "Dalla corte sabauda alla cuciniera piemontese"

Grande affluenza di pubblico a Villa Caccia per la serata di venerdì, dedicata alla storia della cucina e degli antichi ricettari: la professoressa Simona Gavinelli, dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ha trattato il tema “Dalla corte sabauda alla cuciniera piemontese: i mutamenti sociali attraverso i ricettari gastronomici”. La docente ha saputo coinvolgere il pubblico in un suggestivo viaggio “a tavola” attraverso le epoche, seguendo le testimonianze lasciate dai grandi cuochi tra le pagine delle loro opere. I ricettari, infatti, non erano banali raccolte di piatti, ma costituivano anche una sorta di biografia del loro autore, utile anche in termini “pubblicitari”. Dal “De honesta voluptate”, il primo ricettario noto, risalente agli anni Settanta del Quattrocento, la tradizione si evolve fino al “Cuoco galante” di Vincenzo Corrado, autore tra l’altro del primo ricettario “pitagorico”, ossia vegetariano, nel 1781. In Piemonte ha fatto storia il nome di Giovanni Vialardi, arrivato al grado di Capocuoco per la casa Savoia. I suoi ricettari rappresentarono quelli che oggi definiremmo dei “casi editoriali”, con vendite da record. Con lui lavorò Teofilo Barla, perseguitato invece dalla sventura. Partendo dal più umile incarico di sguattero, divenne Maître Pâtissier, ma bastò un banale incidente, in cui la polenta servita a tavola fu maldestramente rovesciata sulle gambe di alcuni commensali, per declassarlo nuovamente a sguattero. Morirà in povertà, ridotto addirittura a stalliere. Fra i suoi appunti, anche la ricetta di un “Sublime elisir di coca e di cola”, antenato dell’odierna e celeberrima Coca-Cola. La svolta arriverà poi con Pellegrino Artusi. Particolarmente suggestive, nell’ambito della conferenza, le descrizioni dei banchetti della nobiltà italiana in età rinascimentale: «I pasti rappresentavano il potere e il lusso – ha spiegato la professoressa – c’era un complesso cerimoniale che riguardava anche l’arredo, l’abbigliamento e altri dettagli». Il banchetto costituiva uno sfoggio di ricchezza: «Avanzavano generalmente grandi quantità di cibo, che veniva poi ridistribuito ai poveri» ha aggiunto Gavinelli. Uno dei massimi lussi era costituito dalla realizzazione di statue di zucchero, all’epoca polvere rara e costosissima, che spesso erano ispirate a opere d’arte celebri. Con la crisi delle corti italiane, il primato a tavola passerà alla Francia: questo rappresenterà però la fortuna della cucina regionale nella penisola. Numerose poi le curiosità storiche emerse nel corso dell’incontro. Interessante, per esempio, la storia della viziatissima nobile che, disgustata dal contatto con il cibo, pretendeva di essere imboccata solo con una forchetta d’oro: una stravaganza che diede un certo impulso all’utilizzo delle posate, sconosciute in epoca medievale. Da ricordare anche l’evoluzione nel consumo dei cibi provenienti dal Nuovo Mondo: fino al tardo Settecento, per esempio, il pomodoro veniva usato solo come pianta ornamentale, mentre le patate erano considerate alimenti destinati agli animali. Fra i piatti più tipici del territorio, un’attenzione speciale è stata dedicata al gorgonzola: fra i formaggi preferiti di Gioacchino Rossini, apparve anche nel menu di prima classe del Titanic.

Nelle foto:

1) il pubblico

2) da sinistra, il coordinatore delle attività museali Stefano Fanzaga, la professoressa Simona Gavinelli e il presidente del Museo Franco Tinelli

 

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News dal Museo Storico Etnografico

"Cronache dal fronte interno"

 

La durissima vita della trincea, i campi di battaglia, le armi: le difficoltà e le perdite dei soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale sono giustamente note e debitamente ricordate. Ma cosa succedeva intanto nei nostri paesini, mentre la maggior parte degli uomini era al fronte? A raccontarlo sarà la mostra “Cronache dal fronte interno: la Grande Guerra sui giornali locali”, in programma al Museo Storico Etnografico di Romagnano, curata dallo staff del Museo. Attraverso gli articoli pubblicati sul Corriere di Novara, sulla Gazzetta, sul cattolico “L’azione novarese” e sul socialista “Il lavoratore”, l’esposizione ripercorrerà la storia locale dal 1914, quando l’avvento della guerra era ormai imminente, fino al 1918, quando anche nelle più remote località di campagna giunse la grande notizia dell’armistizio. Il durissimo scontro fra le fazioni politiche, il ruolo della donna che cambia di giorno in giorno, a passi troppo rapidi per una società dai generi ancora nettamente divisi, le difficoltà oggettive della guerra riflesse sulla popolazione, con problemi nell’approvvigionamento e limitazioni ai consumi, le ferree regole morali di inizio secolo: il giornalismo locale offre un intenso spaccato dell’epoca e delle sue sfaccettature. La mostra, che ha visto anche una collaborazione da parte del gruppo alpini, sarà inaugurata sabato 15 settembre, alle 17. Per l’occasione, sarà presente il coro degli alpini della Valsesiana con un repertorio in tema. Il loro concerto seguirà l’intervento dello storico David Ciscato, già autore di un saggio sul giornalismo valsesiano all’epoca della Grande Guerra. L’esposizione proseguirà fino a domenica 14 ottobre e sarà visitabile durante le consuete aperture domenicali del museo, dalle 14,30 fino alle 18,30.

Da segnalare, sempre in occasione dell’anniversario della conclusione della Prima Guerra Mondiale, l’importante iniziativa degli alpini di Romagnano. La sede delle penne nere ospiterà infatti il convegno “Grande Guerra. Storie nazionali e storie locali intorno alla figura del generale Ottavio Ragni”. L’evento si terrà nel fine settimana tra il 22 e il 23 settembre. Sabato la giornata si aprirà alle 14,30 con un convegno in cui prenderanno la parola ben sei relatori di spicco tra militari e studiosi. Si proseguirà con l’apericena e lo spettacolo “Soldati… Semplici… Eroi – Ogni giorno vuole qualche morto e svariati feriti”. Domenica ci saranno invece varie cerimonie a partire dall’alzabandiera delle 10.

 

 

 15.09.2018 Inaugurazione mostra "Cronache dal fronte interno: la Grande Guerra sui giornali locali"

 

 Cronache fronte guerra locandina 001

 

La durissima vita della trincea, i campi di battaglia, le armi: le difficoltà e le perdite dei soldati italiani durante la prima la Prima Guerra Mondiale sono giustamente note e debitamente ricordate.

Cosa succedeva intanto nei nostri paesini, mentre la maggior parte degli uomini era al fronte?

L'esposizione, a cura dello staff del Museo, ripercorre la storia locale dal 1914 al 1918 e mette in luce, attraverso gli articoli comparsi sui giornali locali dell'epoca, il durissimo scontro tra le fazioni politiche, il ruolo della donna che cambia di giorno in giorno e le oggettive difficoltà della guerra riflesse sulla popolazione.

L'inaugurazione è sabato 15 settembre 2018, ore 17.00 e per l'occasione intervengono lo storico David Ciscato e  il coro degli alpini "Alpin dal Rosa". La mostra è visitabile fino al 14 ottobre nelle consuete aperture domenicali del museo dalle 14,30 alle 18,30. 

 

 

 

22-23.09.2018 Convegno "Grande Guerra. Storie nazionali e storie locali intorno alla figura di Ottavio Ragni"

 

 

Convegno ottavio Ragni

 

 

L'evento si svolge nel fine settimana tra il 22 e il 23 settembre ed è organizzato dagli alpini di Romagnano Sesia. Sabato la giornata si apre alle 14,30 con un convegno, in cui partecipano molti relatori di spicco tra militari e studiosi. La domenica varie cerimonie a partire dalll'alzabandiera delle 10. 

 

Nuove occasioni per visitare la mostra “Cronache dal fronte interno: la Grande Guerra sui giornali locali”, realizzata dal Museo Storico Etnografico di Romagnano Sesia nei locali di Villa Caccia. Per l’esposizione, inaugurata sabato 15 settembre, era inizialmente prevista la durata di un mese. Alla luce del successo dell’iniziativa, l’apertura è stata prorogata fino a domenica 4 novembre, anniversario della vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale e Giornata dell’Unità Nazionale. La mostra rappresenta l’elaborazione di una ricerca condotta su quattro giornali locali dell’area novarese: il Corriere di Novara, la Gazzetta di Novara, il Lavoratore e l’Azione Novarese. Attraverso l’analisi dei periodici usciti tra il 1914 e il 1918, l’esposizione ripercorre gli anni della Grande Guerra dal punto di vista della popolazione locale, con diversi focus sui vari aspetti della vita quotidiana: dalla propaganda politica alla salute, dal ruolo della donna alla funzione dei giornali. In mostra ci sarà anche un prezioso reperto della storia romagnanese: la corona funebre del generale Ottavio Ragni, riportata recentemente al suo originario splendore.

 

 

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Resoconto "Piemonte nascosto"

 

Tante le persone presenti al Museo storico etnografico della bassa Valsesia per l'evento di venerdì 7 settembre. La serata ha visto come protagonista lo scrittore Roberto Bamberga che ha presentato il suo libro, “Piemonte nascosto. 55 luoghi da scoprire e visitare”, edito da Edizioni del Capricorno.

L'autore ha spiegato le motivazioni del titolo “Piemonte nascosto”: «Quando pensiamo a questa regione abbiamo dei pregiudizi. Il Piemonte è spesso ritenuto famoso per la produzione di riso e delle auto, ma in realtà è molto più complesso di così, infatti è una regione tutta da scoprire che nasconde dei luoghi che non hanno nulla da invidiare ad altre località d'Italia».

Attraverso le immagini e le spiegazioni, Roberto Bamberga si è concentrato su alcuni dei 55 luoghi spiegati nel libro. Essendosi l'evento tenuto a Romagnano Sesia non si è potuto non parlare della Cantina dei Santi, un luogo che risale al 1008, unica testimonianza dell'antica abbazia di San Silano, e che contiene un ciclo di affreschi della metà del Quattrocento. L'autore ha spiegato come spesso, per un pregiudizio sbagliato, definiamo questi luoghi di provincia “retrogradi”, ma in realtà: « Romagnano Sesia non era una località di periferia perché questi affreschi non solo sono molto belli, ma sono anche in linea con il gusto dell'epoca, ciò testimonia che questo luogo era in dialogo sia con i territori circostanti sia lontani».

La presentazione è poi proseguita con la chiesa di San Giovanni al Monte di Quarona per poi spostarsi verso altre località un po' più lontane situate nella provincia di Cuneo. Il discorso si è concluso, in provincia di Novara, con una località importantissima per la storia d'Italia risorgimentale: la cascina di Vignale.

Un viaggio davvero interessante tra storia, curiosità e aneddoti che hanno l'intento di far scoprire al lettore la “complessità” di una regione ancora tutta da scoprire e valorizzare.

Si allegano due foto: una con il pubblico presente, l'altra con a partire da sinistra: Stefano Fanzaga, l'autore Roberto Bamberga e il presidente del Museo Franco Tinelli. 

 

Inaugurazione mostra Prima Guerra Mondiale

Sala piena a Villa Caccia per l’inaugurazione della mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale, analizzata attraverso la stampa locale. Sabato pomeriggio si è tenuto l’evento inaugurale al Museo Storico Etnografico di Romagnano. Dopo il benvenuto del presidente del Museo, Franco Tinelli, lo storico David Ciscato, già autore di una ricerca sulla stampa locale valsesiana, ospite per l’occasione, ha condiviso alcune riflessioni sul periodo storico, sulla realtà del conflitto e sul ruolo delle notizie in epoca bellica. Gli hanno fatto seguito gli interventi di Stefano Fanzaga, coordinatore delle attività museali, e delle volontarie in servizio civile Maura Mattachini e Fabiana Bianchi, che insieme hanno dato vita alla mostra. A concludere l’evento l’esibizione del coro della sezione Ana Valsesiana “Alpin dal Rosa”, già molto apprezzato in paese. L’esposizione è stata elaborata attraverso le ricerche su quattro periodici locali dell’area novarese, usciti negli anni compresi tra il 1914 e il 1918. La mostra si articola intorno a otto argomenti riguardanti principalmente la vita della popolazione non combattente dell’epoca: si parla di “cronache romagnanesi”, della figura del generale Ottavio Ragni, dell’azione della propaganda, della feroce battaglia politica che infuriava sulla carta stampata, della morale di inizio Novecento, del ruolo della donna, della salute e dell’alimentazione. È inoltre esposto un cimelio di grande importanza per la storia romagnanese: la corona funebre del generale Ragni, romagnanese di nascita, scomparso nel 1919. Sembra che l’omaggio sia stato inviato dalla famiglia Savoia. Il cimelio, in metallo e ceramica, danneggiato dalla prolungata esposizione alle intemperie, fu ritrovato sulla tomba del militare da Carlo Brugo, storico locale e precedente presidente del Museo. La corona, tuttavia, non venne mai esposta a causa delle sue condizioni precarie. Nei mesi scorsi l’opera è stata quindi sottoposta a un’opera di rimessa a nuovo in ottica di restauro: è stata rifatta la cornice esterna in metallo e vetro, mentre i fiori, in metallo e ceramica, sono stati ripuliti dall’ossido che li aveva ricoperti. Altri interessanti cimeli legati alla figura del generale Ragni saranno esposti in occasione del convegno organizzato dagli alpini di Romagnano per il fine settimana.

Ora la mostra rimarrà visitabile fino al 14 ottobre,

nei consueti orari di apertura del Museo:

alla domenica, dalle 14,30 alle 18,30. 

Nella fotografia: da sinistra Stefano Fanzaga, coordinatore delle attività museali, il presidente Franco Tinelli, le volontarie in Servizio Civile Maura Mattachini e Fabiana Bianchi, lo storico David Ciscato

28.09.2018 Libertà e consenso

 Ruga Locandina Libertà Consenso 1Donne padrone del proprio destino - libertà e consenso", questo il titolo della conferenza prevista per venerdì 28 settembre, ore 21.00. La libertà femminile: un tema in continuo divenire, dagli albori dei tempi fino al giorno d'oggi. Le studiose Silvana Bartoli e Monica Rivolta analizzano il tema sotto aspetti diversi ma complementari. Intervengono inoltre Giovanni Mantovani e Lorenzo Del Boca, mentre Maria Grazia Tinelli e Raffaella Landini prestano la voce per le letture. La regia è di Beppe Ruga. 

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Comunicato stampa evento 30.9.18

Appuntamento “antonelliano” per l’ultima domenica di settembre. Il 30 settembre il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia apre le porte di Villa Caccia, a Romagnano, per un pomeriggio alla scoperta delle opere dell’architetto Alessandro Antonelli. L’evento avrà inizio alle 15,30: per l’occasione ci sarà innanzitutto una visita guidata gratuita del museo, in cui è ancora in corso la mostra “Cronache dal fronte interno: la Grande Guerra sui giornali locali”. Al termine, i partecipanti potranno divertirsi a scattare delle fotografie per poi pubblicarle sul social network Instagram. Taggando il museo con l’account @museostoricoetno_romagnano e usando gli hashtag #antonellichallenge, #museoromagnano, #igersnovara, #atlnovara e #alessandroantonelli, potranno vedere le più belle ripostate sugli account dei social network del Museo. Al termine ci sarà un piccolo rinfresco con la Büsaróla, dolce tipico romagnanese, e una degustazione di grappe dell’azienda Francoli.

Siete pronti a farvi sfidare direttamente da Alessandro Antonelli ?

Siete tutti invitati il 30 settembre 2018, ore 15.30, per passare un pomeriggio alla scoperta delle opere progettate dall’architetto Alessandro Antonelli nel Novarese e non solo.

A seguire scoprirete Villa Caccia, il museo e la mostra in corso “Cronache dal fronte interno: la Grande Guerra sui giornali locali”.

Al termine della visita sarete tutti chiamati a scattare foto con il vostro smartphone, a pubblicarle sul vostro profilo Instagram taggando il museo @museostoricoetno_romagnano e usando i seguenti hashtag: #antonellichallenge #museoromagnano #igersnovara #atlnovara #alessandroantonelli

Le foto più belle verranno ripostate sui nostri social network.

Sarà offerto un piccolo rinfresco con un dolce tipico di Romagnano Sesia, la Büsaróla, e una degustazione di grappe dell'azienda Francoli.

  

 

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Comunicato stampa eventi 28 e 30 settembre

Fine settimana di eventi per il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia. Venerdì sera Villa Caccia ha ospitato la conferenza “Donne padrone del proprio destino - Libertà e consenso”, con Silvana Bartoli e Monica Rivolta. Dopo il benvenuto del presidente del Museo Franco Tinelli, è intervenuto Giovanni Mantovani, con un richiamo all’attualità dei recenti scandali per molestie che hanno coinvolto Hollywood e all’articolo della giornalista inglese Laurie Penny sulla cultura del consenso. Fra le definizioni di cultura del consenso, la giornalista spiega: «Significa considerarsi reciprocamente esseri umani complessi dotati della facoltà di agire e di provare desiderio». La storica Silvana Bartoli ha invece analizzato l’affascinante figura di Émilie du Châtelet, aristocratica francese vissuta nella prima metà del Settecento: donna straordinaria per il suo tempo, si dedicò allo studio delle scienze, a cui diede un significativo apporto. Per lei l’amore per lo studio era anche «la passione più necessaria alla nostra felicità» e «una risorsa sicura contro le disgrazie». «La cultura del consenso non può fare a meno dello studio – osserva Bartoli – la mancanza di cultura rischia di provocare nelle donne una sorta di mutilazione cerebrale». La studiosa ha portato infatti la significativa storia di una giovane masai, fuggita dal suo villaggio per evitare l’infibulazione. La ragazza, dopo avere studiato come desiderava, si è battuta perché la pratica fosse abbandonata a favore di riti alternativi, fra cui uno che esalta l’importanza dell’istruzione per le bambine. La ginecologa e psicoterapeuta Monica Rivolta ha dato voce a una riflessione sulle relazioni odierne: «Secondo i sociologi, il prezzo da pagare nella società liquida post-moderna è la fragilità dei rapporti umani – ha ricordato – c’è una libertà così ampia da dare euforia, ma anche ansia e l’ansia si trasforma facilmente in aggressività». A concludere la serata l’intervento del giornalista Lorenzo Del Boca, che ha messo in luce altri esempi di figure femminili capaci di rompere gli schemi della loro epoca.

Domenica pomeriggio, invece, con la conclusione dell’”Antonelli challenge”, il protagonista è stato proprio l’architetto Alessandro Antonelli. Dopo una prima introduzione alla sua storia e alle sue opere, di cui molte si trovano nel Novarese, si è tenuta una visita guidata al Museo, per poi proseguire con una sessione di fotografie da pubblicare su Instagram. La giornata si è conclusa con una degustazione di “büsaròle”, biscotti tipici romagnanesi, di grappe offerte dall’azienda Francoli e del vino del Museo.

 
 
 
 
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